Si ha un attacco di panico quando l’ansia è così forte, improvvisa e intensa da produrre alcuni sintomi fisici e mentali come: tachicardia e palpitazioni, senso di soffocamento, annebbiamento della vista, sudori freddi, fastidio al petto, sensazione di sbandamento o di svenimento, nausea, formicolio, tremori, secchezza alle fauci, nodo alla gola, vampate di calore, confusione mentale, paura di morire, paura di impazzire, paura di perdere il controllo, senso di irrealtà (derealizzazione) o di sentirsi staccati dal proprio corpo (depersonalizzazione).
Gli attacchi di panico hanno sempre un fattore scatenante anche quando non si è in grado di riconoscerlo come tale, per esempio si può esser spaventati da una situazione esterna (stare in un autobus a porte chiuse), o da stimoli interni (accelerazione del battito cardiaco); in questi momenti il soggetto non capisce cosa stia accadendo e nel darsi una spiegazione può avere pensieri del tipo “sto per morire!”, “ho un infarto!”, “sto impazzendo!” che amplificano ancor di più la paura e in pochi minuti si raggiunge una forte intensità emotiva che poi decrescere lentamente lasciando il soggetto sfinito.
Si parla di disturbo di panico quando gli attacchi di panico sono ricorrenti e nel periodo successivo, almeno un mese, l’individuo si preoccupa del loro ripresentarsi e delle eventuali implicazioni ( “sono pazzo, soffro di epilessia”…). L’attacco di panico può esser con o senza agorafobia che è la paura di trovarsi in luoghi dai quali è imbarazzante o non si può scappare o ricevere aiuto in caso di crisi.
E’ un disturbo particolarmente invalidante e diffuso soprattutto tra le donne.
La terapia cognitivo-comportamentale lavora sulla “paura della paura” (ansia anticipatoria) vale a dire sul timore del paziente di rivivere le sensazioni spiacevoli del primo attacco. Questa paura spesso porta la persona ad evitare tutte le situazioni o i luoghi ritenuti pericolosi (evitamento) oppure a metter in atto comportamenti protettivi. Ne segue un impoverimento delle relazioni interpersonali e sociali. Durante il trattamento il paziente viene aiutato a prender consapevolezza dei circoli viziosi del panico e ad acquisire modalità di pensiero e di comportamento più funzionali.