Nel linguaggio comune il termine depressione indica uno stato di tristezza, invece la depressione clinica è una patologia che fa vedere il mondo attraverso lenti scure, tutto è più difficile da affrontare e si vive la sensazione è di essere incompresi dagli altri che sembrano sempre ottimisti.
La depressione si manifesta attraverso sintomi fisici come senso di fatica, perdita di energie, agitazione motoria, nervosismo, perdita della memoria e della concentrazione, perdita/aumento di peso, disturbi del sonno, nausea, brividi o vampate di calore; i sintomi emotivi sono la tristezza, angoscia, disperazione, colpa, vuoto, la mancanza di speranza, la perdita di interesse, l’irritabilità e l’ansia. I sintomi comportamentali invece sono la conseguenza della riduzione delle attività quotidiane, della difficoltà a prendere decisioni e di risolvere i problemi, dell’evitamento delle persone e dell’isolamento sociale e dei tentativi di suicidio.
Le persone che soffrono di depressione hanno aspettative irrealistiche e pensieri negativi su di sé, sul mondo e sul futuro, le loro credenze sono rigide e assolute, hanno dei doveri ai quali assolvere per rispettare i propri valori (“non posso esser debole”, “se non piaccio allora non sarò amato”…), hanno degli standard eccessivamente elevati e pensieri automatici negativi su di sé, sul mondo e sugli altri (“sono un fallito”, “non sono amabile”, “gli altri mi considerano un perdente”, “nulla va bene”..).
I circoli viziosi delle persone depresse mantengono nel tempo l’umore negativo e riducono la possibilità di provare emozioni positive; vengono evitate le situazioni sociali e il tempo viene riempito rimuginando sui propri problemi.
La depressione può presentarsi con diversi livelli di gravità.
La terapia cognitiva-comportamentale si è dimostrata efficace per la cura della depressione perché agisce modificando i pensieri negativi del paziente e sviluppando un pensiero più equilibrato. Le convinzioni negative su di sé, sugli altri e sul mondo hanno un ruolo importante nell’esordio del disturbo. Il terapeuta aiuta il paziente ad individuare e a modificare le sue credenze rigide con alcune tecniche cognitivo-comportamentali. Il cambiamento del modo di pensare renderà più stabile l’umore e i sintomi che, a loro volta, incideranno positivamente sui pensieri e sui comportamenti. Si insegnano al paziente le abilità per affrontare la quotidianità e a riprendere, gradualmente, le attività abbandonate partendo da quelle più piacevoli.