Il termine fu introdotto nel XIX° secolo per indicare una condizione di disabilità e fatica cronica, attualmente nel linguaggio comune indica uno stato di stanchezza fisica e mentale che da luogo a riduzione dell’efficienza sia al lavoro che nella vita quotidiana, provoca dolori, vertigini, disturbi del sonno, umore irritabile/nervosismo. Il termine indica che esiste una condizione clinica di depressione o di disturbo d’ansia e vi si associano sintomi da stress e somatizzazioni.
La terapia deve mirare a ristabilire le condizioni precedenti al manifestarsi dell’esaurimento nervoso.